“Città della fantasticheria, per la sua aristocratica compiutezza composta di elementi nuovi e antichi; città della regola, per l’assenza assoluta di stonature nel materiale e nello spirituale; città della passione, per la sua benevola propizietà agli ozi; città dell’ironia, per il suo buon gusto nella vita; città esemplare, per la sua pacatezza ricca di tumulto”.
Così scriveva Cesare Pavese nel libro “Il mestiere di vivere” descrivendo Torino.
E così scriverebbero i soci del Ferrari Club Italia che hanno avuto modo, in occasione dell’evento dell’8 maggio “Magicamente Torino” curato dalla Concessionaria Ferrari Forza, di vivere Torino e dintorni, scoprendone bellezza e fascino discreto, centrando l’obiettivo degli organizzatori di emozionare gli ospiti, svelando l’anima sabauda della città. Un progetto creato con l’intento di regalare ai partecipanti un tocco di quell’eleganza e sobrietà tutte torinesi alle quali i piemontesi sono abituati, facendoli sempre sentire coccolati nel “salotto buono” della Concessionaria Forza.
L’arrivo al Lingotto, simbolo incontrastato del grande cambiamento della città, è stato scelto proprio per mostrare quanto l’austerità architettonica dell’imponenza Fiat si fosse trasformata in una miriade di colori che hanno reso l’intero complesso un centro polifunzionale: cinema multisala, centro commerciale, l’hotel AC Torino ricavato dalla sede del pastificio Italiano del 1908, l’Auditorium di Renzo Piano e Eataly, una specie di “università dei sapori” nata sulla struttura dell’ex stabilimento Carpano e oggi moderno ed originale mercato dove i prodotti di alta qualità non solo si comprano, ma si consumano e si studiano. E proprio all’interno di Eataly è cominciato l’evento, con la visita alla scoperta di questo centro e la cena presso lo storico ristorante “Guido”.
Poi la visita alla città “by night” alla scoperta dei segreti della Torino Magica. Una passeggiata per le vie del centro, fra storici palazzi e grandi piazze, vive nella straordinaria duplicità che le vede affollatissime fino all’ora dell’aperitivo e di colpo silenziose, dalle 23 alle prime luci dell’alba, come a ricordare la regalità dei loro spazi e delle loro origini.
Dolce sonno di piazze e palazzi, dunque, ma anche dei ferraristi, per preparare un sabato dedicato ai tesori della città: la Mole Antonelliana e il suo fascinoso Museo Nazionale del Cinema, che la abita con la magia delle immagini e delle colonne sonore; e poi la Reggia di Venaria e i suoi dintorni, in un pomeriggio di cultura, bellezza e arte.
E poi l’altra faccia del Piemonte, quella della buona tavola e del buon bere. Se con il vino, i protagonisti dei momenti conviviali sono stati i grandi vitigni, in un’ipotetica sfida tra il Barolo e il Barbaresco di Gaja e gli Arneis, per chiudere con i delicati Moscati di Saracco, hanno onorato la tavola le creazioni di grandi chef, i migliori. Come Davide Scabin, con la sua cucina ipercreativa, e Angelo Castrovilli, chef del ristorante La Pista e autore di un aperitivo che non sarà facile da dimenticare..